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2 dicembre 2007
Un Giorno Qualunque
La sua mano giaceva fra le mani della sua amica seduta accanto al lenzuolo increspato.
Improvvisamente le sue sopracciglia si spinsero l’una con l’altra, gli occhi si aprirono grandi e rotondi, il fiato si mozzò netto e la mascella inferiore fece un unico scatto indietro, come a voler scappare dal suo destino. La bocca di suo conto si aprì un poco e le labbra si arrotolarono verso il basso e lei rimase lì; immobile.
Fu come un lampo veloce ma lunghissimo. Si avvolse su se stesso come un nastro, come il cadere di un mare, come un mulinare di pietre nel frantoio, come un implosione. Un solo interminabile momento di paura e poi tutto si ammutolì e si fece duro.
Si alzò di soprassalto si scosse i capelli con le mani sudate e scese dal letto.
Pensò- anche questa volta mi ha voluto insegnare cos’ è la morte, ma perché si scomoda?-
Che l’esperienza della morte non sia unica è irripetibile?, già ma chissà come ci prenderà, chi andrà gridando “viva la morte!”? chi digrignerà i denti nell’ultimo spasmo?, chi piangerà? Chi se ne andrà in silenzio? Sarà davvero la resa dei conti? Cos’ho concluso nella vita mi dirò? Cosa ho capito? Capirò chi sono allora? Anche il cocciuto avrà uno spiraglio? Ma poi, avrebbe senso capire allora? Mi pare una beffa….già spero di No!.. Marco ,cazzo, Marco!!! Devo chiamarlo gli avevo promesso che sarei andata a prendere un caffè con lui questo pomeriggio.
-Pronto Marco?-
-Sei gia lì?-
-Dai ok 10 minuti sono in piazza. A dopo un bacio-
| inviato da biondo790 il 2/12/2007 alle 23:27 | |
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